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Verona, 16 gennaio - presentazione di Corpi che non contano presso La Sobilla




Verona, sabato 16 gennaio ore 18
c/o “La Sobilla”
salita S. Sepolcro 6b

Corpi che non contano
Chi ha colonizzato, incorporato, espropriato chi?


Presentazione di Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali

Recensione - Philosophy Kitchen


Recensione di Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali.
di Danilo Zagaria
per Philosophy Kitchen



Vengono smembrati, disossati, cucinati e infine divorati. Vengono sfruttati, vivisezionati, modificati e poi sacrificati. Sono i corpi animali, i corpi che (ancora) non contano – o meglio: contano in termini nutritivi, economici e scientifici; contano, insomma, da un punto di vista antropocentrico. Sono materia prima, corpi senza vita che l’uomo plasma come vuole e di cui non piange le uccisioni. Sono piccoli blocchi, mattoncini di carne sui quali l’uomo ha fondato il suo impero, edificato e arroccato su principi di naturalità che soltanto oggi, con immensa lentezza e fatica, iniziano a essere minimamente scalfiti. La messa in discussione dei ruoli assegnati sulla base del naturalismo è un processo complicato ma necessario, in quanto mina la binarizzazione gerarchizzante di base: natura da una parte, cultura dall’altra. Compiere questo primo ma fondamentale passo porta alla ridefinizione dei ruoli svolti dagli esseri, abolendo l’assegnazione degli stessi “per natura” e sviluppando al contempo nuove concezioni e definizioni: ruolo come dimensione in cui muoversi e agire, ruolo come spazio in cui si fa e si disfa, ruolo come luogo libero che accoglie la performance dell’animale, umano e non. Il volume collettaneo Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali (Mimesis, 2015) si pone l’obiettivo di testare, come annuncia provocatoriamente il curatore Massimo Filippi nell’introduzione, il pensiero di Judith Butler sugli animali. Se la domanda cardine del pensiero butleriano è «A chi spetta una buona vita?», quale lavoro filosofico meglio del suo può essere utile da incorporare negli Animal Studies? Nonostante la pensatrice americana non abbia mai esteso il suo ragionamento agli animali non umani, all’interno dei suoi studi sono molteplici gli strumenti e i concetti potenzialmente utili (vita precaria, performatività, lutto…) alla demolizione delle binarizzazioni oppositive e al riconoscimento dell’altro non umano. 



Corpi che contano, anche quelli degli animali - recensione di Macri Puricelli

foto: wander galerie
Corpi che contano, anche quelli degli animali
Recensione di Macri Puricelli (Zoe la Gatta - Repubblica)

Cosa succederebbe se venisse letta e compresa in tutta la sua portata rivoluzionaria l'affermazione secondo cui “chiedere la fine della crudeltà significa chiedere la distruzione delle istituzioni della crudeltà? E cosa succederebbe se la pensassimo come i popoli dell'Amazzonia e cioè che gli animali non sono altro che umani travestiti? Ovvero che l'umanità non è una questione fisica bensì morale?

Non è un pensiero semplice quello di Judith Butler, la filosofa post-strutturalista statunitense che si occupa di filosofia politica, etica, teoria letteraria, femminismo e Queer Theory.


Corpi che non contano

“Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali”
a cura di Massimo Filippi e Marco Reggio
con un’intervista a Judith Butler
e scritti di Massimo Filippi, Richard Iveson, Marco Reggio, James Stanescu
e postfazione di Federico Zappino
Mimesis edizioni
euro 10

Il libro sarà a breve disponibile nelle librerie.
E’ possibile ordinarlo già da ora al prezzo speciale di 8 euro (+ spese di spedizione) all’associazione Oltre la Specie, scrivendo a info@oltrelaspecie.org con l’indicazione dell’indirizzo di recapito e del numero di copie desiderate.




E l’“Uomo”? È un dato di fatto o il frutto avvelenato di una ben precisa costruzione storica? Quali consuetudini lo hanno eretto? Qual è il fondale osceno da cui è emerso e che non smette di nascondere? Da quali e quante morti ha preso vita? Chi ha colonizzato, incorporato, espropriato e appropriato? Chi è stato e continua a essere mangiato? 
Questo libro utilizza alcuni degli strumenti filosofici di Judith Butler – vulnerabilità, lutto, vite precarie –, per esplorare insieme a lei, ma senza timori reverenziali, i processi di umanizzazione e di animalizzazione, per portare alla luce «un altro potere ancora che non ha bisogno di dirsi»: il potere che si occulta dietro la barra della dicotomia umano/animale, dicotomia gerarchizzante e violenta come tutte le altre, ma tuttora profondamente ignorata in quanto considerata “naturale” e, come tale, immune al pensiero critico e ai processi politici trasformativi.