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Milano, 15 marzo: dibattito con Ambrosia a partire da Corpi che non contano


Milano, 15 marzo 2016 ore 18.30
Libreria Les Mots, via Carmagnola ang. via Pepe

Dibattito a partire da Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali

con Massimo Filippi, Marco Reggio, Federico Zappino e Collettivo Ambrosia

Intervista (Radio Hinterland)


Radio Hinterland, intervista di Fabio Bersani a Marco Reggio, (trasmissione "Animali...amo"), 1 marzo 2016

Per ascoltare il podcast: clicca qui

Verona, 16 gennaio - presentazione di Corpi che non contano presso La Sobilla




Verona, sabato 16 gennaio ore 18
c/o “La Sobilla”
salita S. Sepolcro 6b

Corpi che non contano
Chi ha colonizzato, incorporato, espropriato chi?


Presentazione di Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali

Intervista su "Corpi che non contano" - Radio Svizzera Italiana



E' disponibile il podcast dell'intervista di Letizia Bolzani ai curatori di Corpi che non contano per il programma di approfondimento culturale "Geronimo", puntata del 3 novembre 2015, Radio Svizzera Italiana.

Link al podcast della puntata

Link per il download

Antispecismo (e) queer (Pordenone 7/11) - presentazione di Corpi che non contano e Manifesto queer vegan



ANTISPECISMO (E) QUEER
Presentazione dei libri Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali
e Manifesto queer vegan

Saranno presenti Massimo Filippi e Marco Reggio, curatori dei due volumi.

PORDENONE, SABATO 7 NOVEMBRE 2015 - ore 17:30
Sala "Teresina Degan" - Biblioteca Civica di Pordenone
Ingresso Libero


segui l'evento su Facebook a questo LINK

Leggi l'articolo del Messaggero Veneto

Suoni e movimenti che contano. Judith Butler e gli animali - recensione di Deborah Ardilli (Il Lavoro Culturale)

Suoni e movimenti che contano. Judith Butler e gli animali
Recensione di Deborah Ardilli (Il Lavoro Culturale)

Ha il valore di una scommessa questa raccolta di saggi curata da Massimo Filippi e Marco Reggio. E non è difficile indicarne la ragione: chi volesse giustificare l’accoppiamento tra il pensiero di Judith Butler e le istanze politiche dell’antispecismo sulla base di un criterio strettamente contenutistico, lasciandosi cioè orientare dalla frequenza dei pronunciamenti della femminista statunitense sulla questione animale, si troverebbe nella stessa situazione di chi, con un pugno di sabbia in mano, pretendesse di dire qualcosa a proposito del deserto. È ben vero, infatti, che le sonde lanciate dalla “seconda” Butler nel campo della vita precaria rispondono in maniera convincente all’esigenza di destabilizzare le premesse umanistiche su cui è stata edificata l’ontologia liberale del soggetto, registrandone puntigliosamente i punti di caduta e i momenti di crisi. Ma non è altrettanto scontato che uno sguardo attento all’«interminabile spettralità» che imprigiona il vivente esiliato ai margini della norma antropocentrica comporti uno scatto di solidarietà interspecifica verso il tema della liberazione animale.






Corpi che non contano

“Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali”
a cura di Massimo Filippi e Marco Reggio
con un’intervista a Judith Butler
e scritti di Massimo Filippi, Richard Iveson, Marco Reggio, James Stanescu
e postfazione di Federico Zappino
Mimesis edizioni
euro 10

Il libro sarà a breve disponibile nelle librerie.
E’ possibile ordinarlo già da ora al prezzo speciale di 8 euro (+ spese di spedizione) all’associazione Oltre la Specie, scrivendo a info@oltrelaspecie.org con l’indicazione dell’indirizzo di recapito e del numero di copie desiderate.




E l’“Uomo”? È un dato di fatto o il frutto avvelenato di una ben precisa costruzione storica? Quali consuetudini lo hanno eretto? Qual è il fondale osceno da cui è emerso e che non smette di nascondere? Da quali e quante morti ha preso vita? Chi ha colonizzato, incorporato, espropriato e appropriato? Chi è stato e continua a essere mangiato? 
Questo libro utilizza alcuni degli strumenti filosofici di Judith Butler – vulnerabilità, lutto, vite precarie –, per esplorare insieme a lei, ma senza timori reverenziali, i processi di umanizzazione e di animalizzazione, per portare alla luce «un altro potere ancora che non ha bisogno di dirsi»: il potere che si occulta dietro la barra della dicotomia umano/animale, dicotomia gerarchizzante e violenta come tutte le altre, ma tuttora profondamente ignorata in quanto considerata “naturale” e, come tale, immune al pensiero critico e ai processi politici trasformativi.