Recensione - Philosophy Kitchen


Recensione di Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali.
di Danilo Zagaria
per Philosophy Kitchen



Vengono smembrati, disossati, cucinati e infine divorati. Vengono sfruttati, vivisezionati, modificati e poi sacrificati. Sono i corpi animali, i corpi che (ancora) non contano – o meglio: contano in termini nutritivi, economici e scientifici; contano, insomma, da un punto di vista antropocentrico. Sono materia prima, corpi senza vita che l’uomo plasma come vuole e di cui non piange le uccisioni. Sono piccoli blocchi, mattoncini di carne sui quali l’uomo ha fondato il suo impero, edificato e arroccato su principi di naturalità che soltanto oggi, con immensa lentezza e fatica, iniziano a essere minimamente scalfiti. La messa in discussione dei ruoli assegnati sulla base del naturalismo è un processo complicato ma necessario, in quanto mina la binarizzazione gerarchizzante di base: natura da una parte, cultura dall’altra. Compiere questo primo ma fondamentale passo porta alla ridefinizione dei ruoli svolti dagli esseri, abolendo l’assegnazione degli stessi “per natura” e sviluppando al contempo nuove concezioni e definizioni: ruolo come dimensione in cui muoversi e agire, ruolo come spazio in cui si fa e si disfa, ruolo come luogo libero che accoglie la performance dell’animale, umano e non. Il volume collettaneo Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali (Mimesis, 2015) si pone l’obiettivo di testare, come annuncia provocatoriamente il curatore Massimo Filippi nell’introduzione, il pensiero di Judith Butler sugli animali. Se la domanda cardine del pensiero butleriano è «A chi spetta una buona vita?», quale lavoro filosofico meglio del suo può essere utile da incorporare negli Animal Studies? Nonostante la pensatrice americana non abbia mai esteso il suo ragionamento agli animali non umani, all’interno dei suoi studi sono molteplici gli strumenti e i concetti potenzialmente utili (vita precaria, performatività, lutto…) alla demolizione delle binarizzazioni oppositive e al riconoscimento dell’altro non umano. 



9 dicembre - cena e presentazione a Torino

9 DICEMBRE – mercoledì eXtra-Ordinario – “LA CENA VERDE” + presentazione del libro “Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali” con M.FILIPPI, M.REGGIO E F.ZAPPINO 
 
Siamo arrivati al secondo mercoledì eXtra-Ordinario di dicembre e questa settimana ci aspetta una serata molto speciale.
Vi siete mai chiesti che cosa c’entrano gli animali e la teoria queer? Judith Butler e l’antispecismo?
Ne parleremo coi nostri ospiti, Massimo Filippi, Marco Reggio e Federico Zappino, in occasione dell’uscita della raccolta di saggi “Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali” (Mimesis 2015), contenente tra l’altro un’intervista alla “filosofa del gender” sulla questione animale.

Intervista su "Corpi che non contano" - Radio Svizzera Italiana



E' disponibile il podcast dell'intervista di Letizia Bolzani ai curatori di Corpi che non contano per il programma di approfondimento culturale "Geronimo", puntata del 3 novembre 2015, Radio Svizzera Italiana.

Link al podcast della puntata

Link per il download

Antispecismo (e) queer (Pordenone 7/11) - presentazione di Corpi che non contano e Manifesto queer vegan



ANTISPECISMO (E) QUEER
Presentazione dei libri Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali
e Manifesto queer vegan

Saranno presenti Massimo Filippi e Marco Reggio, curatori dei due volumi.

PORDENONE, SABATO 7 NOVEMBRE 2015 - ore 17:30
Sala "Teresina Degan" - Biblioteca Civica di Pordenone
Ingresso Libero


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Leggi l'articolo del Messaggero Veneto

Corpi che contano, anche quelli degli animali - recensione di Macri Puricelli

foto: wander galerie
Corpi che contano, anche quelli degli animali
Recensione di Macri Puricelli (Zoe la Gatta - Repubblica)

Cosa succederebbe se venisse letta e compresa in tutta la sua portata rivoluzionaria l'affermazione secondo cui “chiedere la fine della crudeltà significa chiedere la distruzione delle istituzioni della crudeltà? E cosa succederebbe se la pensassimo come i popoli dell'Amazzonia e cioè che gli animali non sono altro che umani travestiti? Ovvero che l'umanità non è una questione fisica bensì morale?

Non è un pensiero semplice quello di Judith Butler, la filosofa post-strutturalista statunitense che si occupa di filosofia politica, etica, teoria letteraria, femminismo e Queer Theory.


"Corpi che non contano" a Firenze per il World Vegan Day

Domenica 1 novembre 2015, ore 18.00
Casa del Popolo di Settignano (Firenze)
Sala cinema, primo piano                                        
all’interno del World Vegan Day 2015

Presentazione di
Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali
a cura di Massimo Filippi e Marco Reggio, Mimesis edizioni
con un’intervista a Judith Butler e saggi di Massimo Filippi, Richard Iveson, Marco Reggio, James Stanescu, Federico Zappino

Massimo Filippi ne discuterà con Lorenzo Guadagnucci (Restiamo Animali)


Locandina

Altre presentazioni in programma

Suoni e movimenti che contano. Judith Butler e gli animali - recensione di Deborah Ardilli (Il Lavoro Culturale)

Suoni e movimenti che contano. Judith Butler e gli animali
Recensione di Deborah Ardilli (Il Lavoro Culturale)

Ha il valore di una scommessa questa raccolta di saggi curata da Massimo Filippi e Marco Reggio. E non è difficile indicarne la ragione: chi volesse giustificare l’accoppiamento tra il pensiero di Judith Butler e le istanze politiche dell’antispecismo sulla base di un criterio strettamente contenutistico, lasciandosi cioè orientare dalla frequenza dei pronunciamenti della femminista statunitense sulla questione animale, si troverebbe nella stessa situazione di chi, con un pugno di sabbia in mano, pretendesse di dire qualcosa a proposito del deserto. È ben vero, infatti, che le sonde lanciate dalla “seconda” Butler nel campo della vita precaria rispondono in maniera convincente all’esigenza di destabilizzare le premesse umanistiche su cui è stata edificata l’ontologia liberale del soggetto, registrandone puntigliosamente i punti di caduta e i momenti di crisi. Ma non è altrettanto scontato che uno sguardo attento all’«interminabile spettralità» che imprigiona il vivente esiliato ai margini della norma antropocentrica comporti uno scatto di solidarietà interspecifica verso il tema della liberazione animale.